Scrivere di emozioni

Si dice spesso che la scrittura sia un dono di natura e che pochi fortunati siano in possesso di tale fortuna. Vado controcorrente e affermo che tutti possono scrivere emozionando ed emozionandosi. Pongo una domanda… chi non è mai stato innamorato? Chi non ha mai subito una delusione amorosa? Chi non ha mai subito un lutto o litigato con colleghi, amici, familiari… o chi non ha mai assistito ad eventi particolarmente forti? Ecco, di questo si deve narrare. Se non si vogliono mettere in gioco le proprie emozioni, l’osservazione è la base di una scrittura efficace. Tutto è fonte di emozioni, tutto è fonte di scrittura.

Altro elemento da non sottovalutare sono i sensi che normalmente usiamo, ad esempio l’olfatto: gli odori o i profumi scatenano ricordi antichi, forti, che colpiscono dritto allo stomaco. Una minestra indigesta potrebbe diventare una pagina piena di emozioni scritte:

scendevo le scale che conducevano alla mensa, scale bianche come il latte, piene di venature rosa, come capillari malati, superficiali. La puzza di minestra colma di verdure vecchie, bollite e strabollite mi entrò nelle narici. La puzza si fece strada dentro i polmoni, dilatandoli fino a scoppiare. Broccoli marci come i pensieri della monaca che controllava i poveri bambini, inquadrati come soldatini  feriti e senza futuro….

Questo è solo un piccolo esempio di ciò che si potrebbe scrivere. Un inizio. E tutto nasce dalla puzza di una minestra indigesta. Il resto viene da se.

Lasciamo libere interpretazioni ai lettori e continuiamo a scrivere sfruttando semplicemente il mondo che ci circonda.

Tutto è scrivibile e DESCRIVIBILE…

 

A presto
Graziano Di Benedetto

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