Gocce di pioggia a spegnere il fuoco

viso di giovane ragazzaQuesta poesia di mia figlia Francesca è un inno alla pace tra gli uomini. Non può che essere così il ricordo delle brutture che un’adolescente scopre visitando luoghi di tortura e di dolore.
È il seguito del racconto Il viaggio.

 

Guerra: la buona famiglia cade
e non si può più fingere
perché il dolore
è l’unica emozione
che sorregge la vita
e l’unica che non
si spera di provare.
E ci si attacca allo schermo
a vedere i tempi andati
e la finzione, che anche allora
faceva da protagonista
nella storia della vita.
Lacrime
e gocce di pioggia
a spegnere il fuoco,
le esplosioni delle bombe.

(Nella vecchia cattedrale
in cui siamo riparati
e vediamo solo il mare
da cui siamo separati)

Gli ospedali pieni,
l’odore di sangue acre
che impregna le narici
che espirano e
trattengono le lacrime
a fatica,
perché essere forti
è l’unica cosa che
ha significato.
La musica:
l’unica melassa
che allieva le ferite
in quegli attimi di
di fuoco e
di silenzio.
A ricordare un amore perduto
o non ancora trovato.
E le divise
color muschio
che tappezzano le città
e le case
e gli ospedali
e gli occhi tristi
color mare
che conserveranno il ricordo
dell’orrore.

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