Francesca e la Memoria

nella foto l'ingresso al campo di auschWitz“Auschwitz spiegato a mia figlia” è un racconto semplice, eppur così pieno di significato.

È un momento di vita quotidiana, che trasporta tuttavia il lettore in un’atmosfera lugubre, triste, in cui però aleggia ancora una fievole speranza.

Il lettore diventa l’ingenua bambina protagonista, che, con i suoi 7 anni e la sua infinita voglia di sapere, domanda senza sosta ed ascolta attentamente le parole intrise di dolore ed angosciante malinconia del padre.

Interpretare la piccola protagonista è stato così semplice, per me, nonostante io sia ora molto più informata sugli avvenimenti e le atrocità di quel tempo.

Questo libro mi ha riportato ai tempi della mia infanzia, della mia ingenuità, quando quest’argomento così attuale cominciava pian piano ad affascinarmi ed intrigarmi.

Mi ha fatto comprendere la straziante verità con semplicità e candore, come so riuscirà a fare con molti giovani e bambini, invogliandoli a proseguire il cammino verso la scoperta di questa grande guerra senza però intimorirli o spaventarli.

La seconda guerra mondiale, i lager e le persecuzioni, terribili ed insensate, dei diversi non sono mai state così ben descritte.

Questo piccolo capolavoro serve per scoprire, ma anche per non dimenticare.

Francesca Di Benedetto

NOTA. Francesca ha dato voce alla figlia nell’audiolibro Auschwitz spiegato a mia figlia

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